A 80 anni Stefania Sandrelli ripercorre la sua vita: il legame con Gino Paoli e la difficile battaglia con l’Inps per la pensione.
Mentre le parole di Gino Paoli nel suo testamento prima di morire continua a commuovere, Stefania Sandrelli torna a raccontarsi a La Repubblica con una sincerità disarmante. A pochi giorni dal suo ottantesimo compleanno, l’attrice ripercorre amori, scelte e momenti complicati, soffermandosi anche su una vicenda che l’ha segnata profondamente: quella legata alla pensione.

Il legame con Gino Paoli: un amore impossibile da dimenticare
Quella con Gino Paoli non è stata una semplice storia d’amore. Stefania Sandrelli la racconta come qualcosa di totalizzante, nato quando era giovanissima e cresciuto fino a diventare quasi troppo grande da sostenere.
Nonostante i giudizi degli altri, lei non ha mai avuto dubbi: “Mi dicevano: ‘Che ci fai con quel bruttone?’. Ma ero pazza di lui. Aveva un corpo delizioso, un bel sedere, la voce delicata“. Un sentimento così forte da farle dire, ancora oggi, che difficilmente potrebbe esistere qualcosa di simile: “Penso che difficilmente possa esistere un amore più grande del nostro“. E forse proprio per questo, destinato a non durare: “Perché era tutto troppo. Una cosa così non può campare“.
Il caso della pensione Inps e quel senso di umiliazione
Se l’amore ha segnato il cuore, la vicenda della pensione ha toccato invece un nervo scoperto legato alla dignità personale. A La Repubblica, Stefania Sandrelli non nasconde quanto sia stato duro affrontare il problema con l’Inps.
Una situazione che l’ha costretta a difendersi anche nelle sedi legali, fino a ottenere ragione: “Abbiamo vinto nei due gradi di giudizio, la Cassazione ha azzerato“. Ma il punto, per lei, non era solo economico. “Mi sono sentita ferita, ho capito che non era solo per i soldi ma per la libertà e l’idea di perdere questa casa. Il giorno della lettera mangiavo e piangevo, per l’umiliazione. Sono felice quando faccio colazione in cucina. Anche se il giorno prima ho litigato“, ha concluso.